giovedì, 14 maggio 2009
02:56

L'inettitudine?

Ciao, sono Ale(ssia), quella che...
...quella che esce di casa all'una di notte sotto scherzoso invito di un collega psichiatrico per andare a fare un salto in croce blu, facendosi accompagnare durante
il tragitto da un crosso catto bianco chiamato Maccola, dalla sensuale voce di JJ Lin,
e da una Bud comprata al bar per strada.
Quella che ogni mercoledì si droga pesantemente di sushi, lasciandoci una sostanziosa parte di stipendio, bevendosi il suo mezzo litro di Asahi, emozionandosi ascoltando il buon C Pop del già citato JJ Lin (conquisterà il mondo, con i suoi occhi a mandorla
e il suo musettino giallo) e facendo la sbruffona perchè
è capace di prendere un sol chicco di riso con le bacchette.
Quella che all'appuntamento col sushi non manca mai, nemmeno nella pausa di mezz'ora tra l'esame di anatomia-fisica-matematica e quello di disegno. Quella che poi arriva
in ritardo perchè "la zuppa di miso è bollente, dovevo aspettare che si freddasse"
e s'ustiona pure cercando di ridurre i tempi.
Quella che, nonostante tutto, è contenta dell'otto nel tema di italiano e che, nonostante tutto, ci resta forse troppo male per il comportamento di certe persone
(ebbene, più di una, mio malgrado).
Quella che comunque è stata l'unica a passare l'esame preliminare alla maturità,
nonostante la retta della scuola sia uguale per tutti, bocciati compresi.
Quella che esce di casa da sola, semplicemente armata di Winston Blu
(nascondendo la sua stima per Cremonini), iPod viola, una birra e gl'immancabili anfibi d'epoca, camminando per un'ora circa in cerca di qualche anima che le offra
 la seconda e la terza birra, ma che poi finisce col seccarle
il pacchetto di sigarette light appena comprato.
Quella che, la sera dopo, di rimando, secca il pacchetto a quella stessa persona,
approfittando della sua usuale ubriachezza sconvolgentemente simpatica.
Quella che quei pochi ma in teoria buoni amici che ha li vede solo una volta ogni morte di papa, mantenendo Trenitalia e tutti i suoi dipendenti, e maledicendo la scomparsa degli intercity, oppure non li ha mai nemmeno incontrati di persona.
Quella che si stupisce di trovarsi sempre circondata da gente paranoica;
quella che, mi han detto, forse è proprio la causa della paranoia di quella gente che le sta attorno, e guardandosi allo specchio non riesce a capire come mai.
Quella che ha l'involontario hobby di perdere gli autobus, ma che spesso ha anche il culo di incontrare autisti fuori servizio che le offrono gentilmente un passaggio,
lasciandola pure fumare a bordo e talvolta facendola arrivare addirittura in anticipo,
siccome senza fermate da fare e con i limiti di velocità che diventano opzionali,
il tragitto sembra miracolosamente molto più corto.
Quella che ha adottato come modello ispiratore per la vita la figura di Nana Osaki,
e che sbava ossesivamente per Shane.

Quella che sabato andrà a Milano, per poi partire per Como, per poi andare a Torino.
Trenitalia ringrazia.


madonnindustrial[la cyber antimadonna mi protegge]



commenti (5)

I hope at least we die holding hands for always