giovedì, 18 giugno 2009
04:36

(m)Obsession

Ormai lo so, per distrarmi dalla mia solitudine mentale ho bisogno
di farmi continuamente dei trip allucinanti. Quelli che si chiamano anche
"day dreams", o paranoie, o film -appunto- mentali.

Precisiamo: io ho bisogno di un'ossessione.
Credo di averne davvero bisogno, per tenermi i pensieri occupati.

Quel tizio, con quei suoi di capelli stupidamente anni '80 e quei due occhi allucinanti.
Neri, impenetrabili, lontani, incomprensibili, volutamente senza emozioni.
(Per non parlare della "sindrome del Dr. Jekyll e Mr. Hyde": eh,
dovrei ben saperlo che l'alcool modifica il carattere delle persone.

Oppure lo aiuta solo ad uscire? ...si, in effetti forse è così.)
Comunque. Quel cazzo di carattere, o meglio, quel cazzo di comportamento
che a momenti mi irrita da morire, che altre volte mi manda in paranoia, che...
...che alla fine un (bel) pò invidio.


Insegnami ad essere così.

Forse tutto quello che voglio scoprire è soltanto la chiave del suo OBLIO.
Quel cazzo di oblio apatico che ogni tanto ho voglia di raggiungere,
ma non ci riesco mai per più di qualche breve periodo.


Nessuno può ferirti, vero? Non permettendo a nessuno di vedere cosa c'è
dietro il buio del tuo sguardo, è impossibile. La scelta di non farsi trasportare dai sentimenti della vita, ma di scansarsi e di evitarli, "perchè è più facile",
la capisco benissimo, anzi, spesso la voglio prendere anche io.

Solo che non ci riesco, e alla fine preferisco un altro tipo di oblio...

Una sola domanda vorrei porti, un'ultima domanda:
non ti senti mai solo?


...ora, bando alle ciance: certe cose (molte cose - la maggior parte) son fatte per restare soltando ossessioni mie, nemmeno il diretto interessato capirebbe se leggesse qui, quindi parliamo di cose un pò più concrete.
Ho appena compiuto 20 anni, ho passato un compleanno piuttosto
"alcolico-orientaleggiante"
grazie a, in primis, il mio gemelloide torinese.
Con cui stasera sarò a cantare a squarciagola
REACH OUT AND TOUCH FAITH!

D.A.
(prima della cena al sushi, sbronzi, riflessi in una vetrina: fantasticosamente alcolizzatemosi)




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I hope at least we die holding hands for always



martedì, 09 giugno 2009
04:10

broken rose

...lasciamo stare le birre, lasciamo stare la musica, lasciamo stare la fatale coincidenza di certi avvenimenti che a volte sembra volerci dire qualcosa; perchè se comincio a dare sfogo a tutte queste mie paranoie sul destino, non ne vengo più fuori e scoppio a piangere come una tredicenne: è una cosa che io non posso fare,
non posso permettermelo. E' una cosa che ho promesso di non fare mai, e, se ci riesco,
mi sforzo con ogni più intima fibra di mantenere la parola data a me stessa.

Stasera i Killers hanno suonato in Arena: io ero in Piazza Brà con mia madre, a godermi lo spettacolo dal fuori, il triste spettacolo di chi dice "bè, fa lo stesso, non è una cosa che mi mancherà da morire" e poi si mangia le mani (ormai si sa, io rinuncio alle cose e poi rosico rosico fino alla depressione più acuta).
Stasera, dopo varie ed eventuali che non narrerò, sono tornata a casa, al mio solito orario indecente, ed entrando nella mia camera stavo per mettermi a piangere, vedendo lo spettacolo di petali di rosa, quella rosa, sparsi sul pavimento.
Vorrò dare l'immagine dell'insensibile, ma un dono del genere
distrutto così mi fa stare malissimo.

Credo sia stata la prima volta che ho dato delle sberle al mio gatto; non doveva permettersi di sfasciare quel ricordo speciale. Da sei mesi, ogni volta che la vedevo, quella rosa mi faceva sorridere, nonostante tutto. E ora, stasera, è stata squarciata.
Scrivo per non ritrovarmi abbracciata al cuscino come quasi ogni sera
a farmi prendere dalla desolazione più nera.

Perchè proprio adesso? E' forse un cazzo di segno? Me la devo mettere via per sempre? (Sicuramente, sarebbe meglio di si; ma io ho talmente tanti capitoli aperti
che non riesco a chiudere, che cominciare proprio da questo mi sembra impossibile
e impensabile. Soprattutto ora.)


Tra qualche giorno è il mio fottuto ventesimo compleanno.
Sostengo che i buoni propositi siano da fare alla vigilia di date come questa,
non a capodanno:
"non sarò più teenager e mi impongo di non fare più certe stronzate"
"non sarò più teenager e la smetterò di farmi prendere per il culo"
"non sarò più teenager e le depressioni inutili saranno da evitare assolutamente"
...non so se perderò l'abitudine di
capitare sotto casa alla gente, o di fare sorprese del genere però: è un hobby che mi sa troppo da film, e per quanto la cosa mi porti quasi sempre a delle cose tristissime, credo continuerò a farlo.



CAN YOU READ MY MIND?



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I hope at least we die holding hands for always



mercoledì, 03 giugno 2009
04:30

lies lies lies

Alessia non sa se le piace essere trattata così o no.
Non sa se dare la colpa al "destino crudele" e al suo tempismo dimminchia
o semplicemente a se stessa.

Spesso, se è periodo di crisi, come spesso capita, da la colpa a se stessa,
e sicuramente ha anche ragione.

Detesta essere desiderata da cani e porci ma soffre se non è accettata dai più.
Lo specchio è il migior falso amico in questi casi. L'alcol pure.
Qualcuno mi ha parlato di oblio: ero giustamente sotto l'effetto di birra vino e montenegro, dunque potrei sbagliarmi, ma l'ho capita come un "l'apatia salva dal casino delle emozioni che, sempre, prima o poi ti faranno soffrire come una demente".
Ed è vero.

Ma a volte quella parte nascosta che tenderebbe al sentimentalismo emerge, si fa risentire, e allora l'apatica pace de sensi non basta più,
tutto comincia ad essere insopportabilmente insoddisfacente.

Piuttosto preferisco farmi del male, che stare tranquilla e serena
in una bolla di sapone che mi sono creata da ola.

Meglio il tripudio di emozioni belle'n'futuribilmente deprimevoli,
o una piatta, atona, monotona ma rilassevole tranquillità?

Mascherarsi da bambolina del popolo, maliziosa e facile, da prendere, far ubriacare e portare in un bosco, o essere la seria, inavvicinabile malinconica asociale
che forse sotto sotto sono?

Troppa sensibilità fa male.
Vaffanculo al "premio medaglia d'oro per la ragazza più comprensiva e, fuck,
sensibile".
Meglio darla a tutti senza darsi in realtà a nessuno.

Forse meglio fare con le mie gambe la stessa cosa che ho fatto col mio cuore: chiuderlo.

Stavolta poi è stata davvero colossale: quando mai io mi muovo per qualcuno?
Quando mai, anzichè restare ferma a farmi scopare, lasciando tutta la fatica all'altra persona, tento di dare il meglio di me per far star bene qualcuno?


(Ah, ma se fosse tutto così facile probabilmente non ci troverei nemmeno gusto.)
Quando mai riesco ad essere felice con quello che ho tra le mai, io?
No, minimizzo le cose che mi stanno attorno nello stesso identico modo in cui sminuisco me stessa. Andrei a vomitare anche subito, se non sapessi che mia madre si sveglierebbe all'istante, riconoscendo la familiare melodia di mia.


Limerence scrive:
per una volta che mi sento emotivamente coinvolta, haha,
dall'altra parte sono un oggetto

"vediamo se giocandoci mi ci affeziono oppure no"
ok, ad essere usata ci sono abituata, e il più delle volte mi va anche bene,
zero complicazioni

però io ci ho messo sentimento
io ho finito che sorridevo come una stupida e l'ho abbracciato talmente forte
da stupirmi della forza delle mie braccia


Non capisco se sono io ad essermi convinta di dover essere l'Asentimentale,
o se sono le circostanze a costringermi a rendermi tale.

E, non pare, ma le circostanze spesso giocano un ruolo di tutto rispetto.
"Non mi hai cagato per tutta la sera!" "Ma guarda che quello sei stato tu"
...bè, se ci pensiamo, nessuno dei due ha ragione, magari.

Comunque, questo è un posto scritto abbastanza di getto e in balia dell'alcole,
eventuali errori grammaticali sono da non considerare, ve ne prego.


Limerencescrive:
ho bisogno d'amore
ma non riesco a lasciarmi amare
appena uno mi dice "ti amo", io automaticamente fuggo
nonostante sia la frase che più desidero sentirmi dire

Potrebbe essere paura.
Si, forse...la cosa di cui si ha più bisogno, è proprio quella che più mi fa paura.
Non voglio che sia una dipendenza, sto sentimento; ma siccome so che nel momento in cui, semmai accadrà, verrò coinvolta in un vortice amorevole, me ne drogherò abusandone come fa un tossico con l'eroina, lo temo a tal punto
da escludermene totalmente.


...Alessia ha bisogno di tanto affetto, ma è una stracazzo di fifona di merda.



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giovedì, 14 maggio 2009
02:56

L'inettitudine?

Ciao, sono Ale(ssia), quella che...
...quella che esce di casa all'una di notte sotto scherzoso invito di un collega psichiatrico per andare a fare un salto in croce blu, facendosi accompagnare durante
il tragitto da un crosso catto bianco chiamato Maccola, dalla sensuale voce di JJ Lin,
e da una Bud comprata al bar per strada.
Quella che ogni mercoledì si droga pesantemente di sushi, lasciandoci una sostanziosa parte di stipendio, bevendosi il suo mezzo litro di Asahi, emozionandosi ascoltando il buon C Pop del già citato JJ Lin (conquisterà il mondo, con i suoi occhi a mandorla
e il suo musettino giallo) e facendo la sbruffona perchè
è capace di prendere un sol chicco di riso con le bacchette.
Quella che all'appuntamento col sushi non manca mai, nemmeno nella pausa di mezz'ora tra l'esame di anatomia-fisica-matematica e quello di disegno. Quella che poi arriva
in ritardo perchè "la zuppa di miso è bollente, dovevo aspettare che si freddasse"
e s'ustiona pure cercando di ridurre i tempi.
Quella che, nonostante tutto, è contenta dell'otto nel tema di italiano e che, nonostante tutto, ci resta forse troppo male per il comportamento di certe persone
(ebbene, più di una, mio malgrado).
Quella che comunque è stata l'unica a passare l'esame preliminare alla maturità,
nonostante la retta della scuola sia uguale per tutti, bocciati compresi.
Quella che esce di casa da sola, semplicemente armata di Winston Blu
(nascondendo la sua stima per Cremonini), iPod viola, una birra e gl'immancabili anfibi d'epoca, camminando per un'ora circa in cerca di qualche anima che le offra
 la seconda e la terza birra, ma che poi finisce col seccarle
il pacchetto di sigarette light appena comprato.
Quella che, la sera dopo, di rimando, secca il pacchetto a quella stessa persona,
approfittando della sua usuale ubriachezza sconvolgentemente simpatica.
Quella che quei pochi ma in teoria buoni amici che ha li vede solo una volta ogni morte di papa, mantenendo Trenitalia e tutti i suoi dipendenti, e maledicendo la scomparsa degli intercity, oppure non li ha mai nemmeno incontrati di persona.
Quella che si stupisce di trovarsi sempre circondata da gente paranoica;
quella che, mi han detto, forse è proprio la causa della paranoia di quella gente che le sta attorno, e guardandosi allo specchio non riesce a capire come mai.
Quella che ha l'involontario hobby di perdere gli autobus, ma che spesso ha anche il culo di incontrare autisti fuori servizio che le offrono gentilmente un passaggio,
lasciandola pure fumare a bordo e talvolta facendola arrivare addirittura in anticipo,
siccome senza fermate da fare e con i limiti di velocità che diventano opzionali,
il tragitto sembra miracolosamente molto più corto.
Quella che ha adottato come modello ispiratore per la vita la figura di Nana Osaki,
e che sbava ossesivamente per Shane.

Quella che sabato andrà a Milano, per poi partire per Como, per poi andare a Torino.
Trenitalia ringrazia.


madonnindustrial[la cyber antimadonna mi protegge]



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lunedì, 27 aprile 2009
13:49

170km/h

[Son quelle persone silenziose ad avere più cose da dire.]

Dopo l'amnesia riguardante il concerto allo Zoe, la voglia di rivedere certa gente, e magari di ricordarmi pure le loro facce, mi ha fatto prendere un treno (anzi, un paio)
per Torino, il sabato mattina prima di Pasqua.

Non ero più abituata a certi viaggioni, da ben due anni non mi recavo là.

La figata è stato quando, giunta a Milano, mi son resa conto che il treno ch'avrei preso poi sarebbe partito dopo un'ora e mezza, e nei dintorni della centrale alle dieci di mattina non c'è proprio un cazzo da fare, se non passeggiare in mezzo al verd..uhm, finto verde, fumando sigarette alla menta e mangiando un mezzo muffin al cioccolato.


3in
In compagnia dei Letzte Instanz e di Emilie Autumn, nonchè di una narcolettica contagiosa sedutami affianco, arrivo a destinazione, senza nemmeno rendermene conto. C'era troppa nebbia: non avevo visto
"quella cosa là sulla collina, che si chiama come le scarpe...dai!" "Superga!"

Non tutto è sempre come sempre.
La stazione di Porta Susa, ad esempio, è sempre come me la ricordavo, i lavori credo non finiranno mai; Porta Nuova invece è...appunto, stata messa a nuovo,
vederla cambiata mi ha fatto un certo che. (ok, stronzate)


Il tempo non era dei migliori, ma non importava. (anche se in effetti i miei abiti veronesi erano un pò troppo leggeri per la temperatura torinese. Per fortuna che [la] Eli mi ha prestato un suo maglione ^^) Ero troppo esaltata, e rivedere persone con cui avrò parlato per dieci minuti da sbronza due anni fa mi ha fatto esaltare ancora di più.
"Stasera è anche il compleanno di una ragazza, tu non la conosci mi pare..."
"Ciao!... ...ma tu..noi ci siam già viste?... ...si, al faster!"
"HommaRonnassantiiiissimaciao *.*"
Giro di shopping, giro di pre-aperitivo con una roba poco alcolica al cioccolato
chiamata bicérin, e poche bestemmie camminando dal bar a
*dove cazzo ci siamo incontrati con Dario?* all'altro bar.

"Adesso voglio uno spritz! Non potete vivere senza, ho la missione di farvelo assaggiare!" (un pò di  sano patriotismo veneto, perchè noi cel'abbiamo duro, dicono)
"Non posso farvelo, non ho vino bianco"
Sconvolta, ordino un gin lemon, giusto per cominciare leggero.

Ma a quanto pare è una tradizione xD
"Come si chiama l'aperitivo che hanno inventato qui?
E' tutto il giorno che lo chiedo in giro, non mi ricordo!"

"Eh?"
"Massì dai...ah, ecco, il vermount!"
*the gemellis in coro* "Il martini!"
"Ah si?" xD <3
In breve, già prima di cominciare a mangiare la maggior parte della gente era ciucca,
io compresa.


yeee
Per iniziare, dieci caraffe di bianco! ...poi sembra ne siano state portate altre cinque, ma io non ricordo, probabilmente ne avevo già bevuto abbastanza.
Alla goccia direttamente dalla caraffa, mi par ovvio.

Ricordo un brindisi a Catta neolaureatoconcentodiecielode, uno a[lla] Denny,
uno a qualcun'altro, uno un pò a tutti insomma, e tutti alla goccia
(cosa lo dico a fare, credo sia scontato ormai).


Il resto degli avvenimenti lo lascio nella memoria, non saprei come scriverli,
è stato un collasso apocalittico generale,
culminata col mio risveglio inconsapevole in macchina alle sei di mattina.


Devo però dirlo, che io a sti due gli voglio una bottiglia di bene:

coppia dell"Pepeperchèèè state trooopppo bene insieme, cioè,
non dovete litigareeeeee cazzooo siete insieme da tre anni! Quasi!
Cioè io non son mai con qualcuno per così tanto, ma come fateee?
Vedi è una storia luuunga e importante!
Siete bellissimi, minchiaaa, la coppia dell'anno, cioè!"

...grazie di tutto ^^



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